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Mi scuso per gli inconvenienti

26 novembre 2009 Fennec 1 commento

    Mi dispiace ma è un periodo nero in tutti i sensi anche per me. Vorrei essere più costante ma purtroppo non riesco a esserlo. Domani spero di riprendere con gli articoli !

    Categorie:About the blog Tag:

    Esito asta 7 Year Note

    25 novembre 2009 Fennec 2 commenti

      Tutto sommato anche quest’asta è andata bene. Qualche chiaro scuro però:

      Il bid to cover ratio si attesta su un valore pari a 2.76

      Mentre  87.98% della domanda si è attestato sul tasso più elevato. E questo mostra l’aspetto “scuro”.

      Per una personale visione il link:http://www.treasurydirect.gov/instit/annceresult/press/preanre/2009/R_20091125_1.pdf

      Conclusione: Nessun cambiamento di fondo all’orizzonte.

      Purtroppo per gravi impegni personali non potrò essere presente domani e la seconda parte della traduzione non sarà pubblicata. Ma su questo vi terrò aggiornati. Spero di ricominciare presto!

      Un saluto a tutti

      Categorie:Bonds Tag:

      Investment Outlook – Dicembre – Bill Gross (1/2)

      25 novembre 2009 Fennec Nessun commento

        Potevo lasciarvi senza la traduzione completa in Italiano dell’ultimo Outlook di Bill Gross appena pubblicata relativa a dicembre ?

        Sarà pubblicata in due parti, perchè è troppo lunga!

        Se volete leggervi l’originale in inglese ecco il link: http://media.pimco-global.com/pdfs/pdf_uk/PIMCO%20Investment%20Outlook%20Anything%20But%2012-09%20UK.pdf?WT.cg_n=PIMCO-EUROPE&WT.ti=PIMCO%20Investment%20Outlook%20Anything%20But%2012-09%20UK.pdf

        Anything but .01%

        Articolo di Bill Gross, tradotto da Fennec (http://pathofgrowth.altervista.org)

        I’m not so much concerned
        about the return on my money
        as the return of my money.
        Will Rogers, 1933

        Non sono così sicuro sul guadagno dei miei soldi come non sono sicuro che questi ritornino indietro.

        Toothpicked, cappello di paglia Will Rogers era il sogno di ogni giornalista, combinava il senso comune con un senso dell’umorismo che poteva superare quello di ogni giornalista del suo tempo, un’epoca che fu caratterizzata più da un disperato e inutile tedio che dalla promessa di un domani migliore. Durante la Grande Depressione, la sola rottura dell’imbottitura del materasso per infilarci il denaro era considerata come un trionfo dell’investimento prudente. Negli ultimi 18 mesi ci sono stati dei momenti simili a quelli vissuti da “Will Rogers”. E’ forse straordinario, che durante la settimana della crisi della Lehman nel settembre 2008, i suoi (yours <- ho tradotto così, penso si riferisse ai genitori di lei, non penso sia riferito al pronome possessivo) hanno freneticamente chiamato mia moglie Sue per svuotare i conti correnti nelle due banche locali e per mettere il tutto in titoli del Tesoro, apparentemente più sicuri. Non ero l’unico professionista di PIMCO che ha agito in questo modo. Preservare il capitale in contrapposizione al farlo crescere è stata la priorità del giorno – scavare una trincea invece di andare alla carica contro le linee nemiche sembrava la cosa più importante.

        Quanto sono cambiate le cose! Con l’apparente stabilizzazione del sistema finanziario globale, il ritorno agli investimenti è tornato di moda, e gli investitori più conservatori che forse avevano opportunamente indossato la maschera di Will Rogers per neppure un mese si sono improvvisamente svegliati al costo opportunità del denaro dello 0% rispetto al nuovo apprezzamento delle attività rinnovato a un rialzo annuale a doppia cifra. Quello 0% di rendimento non è uno scherzo. Quasi tutti i soldi del mercato monetario, un totale superiore ai 4 mila miliardi di dollari, mostrati nel grafico Chart 1, hanno un rendimento vicino al nulla, così vicino al nulla che ho dovuto rivedere la mia dichiarazione sul portafoglio mensile: “Rendimento in cassa”, si legge nella linea 15 della relazione: allo “0.01%”.

        Niente dolore / Niente guadagno

        Bene adesso, dico a me stesso, che è veramente interessante da più punti di vista. Se stavo sperando di duplicare i miei soldi, dovrebbero passare in modo approssimativo 6932 anni con quel tasso! In qualche altro modo, non sarebbe soddisfatto nemmeno Will Rogers, che potrebbe essere soffocato dal suo stuzzicadenti o addirittura mangiare il cappello di paglia dallo stupore. In secondo luogo, essendo un investitore con il sale nella zucca a tutti gli effetti, sapevo che i soldi nei mercati dei fondi in realtà hanno guadagnato 20 basis points o almeno è cosi su i miei soldi, ma in questo mi veniva attribuito solo un punto per me (si riferisce alle tasse). Le parole dei Beatles “Taxman” mi vennero subito in mente: “Quell’uno è per te, 99 per me- TAXMAN (Uomo delle tasse)!” A si, ma in questo caso era la Fed e Wall Street che stavano passando il piatto delle collette (io lo chiamo “il piatto delle offerte”). Se fosse stata“opera di Dio”, come Lloyd Blankfein- Goldman, ha asserito, io non ne sarei così sicuro. Se c’era un “tempio” nelle vicinanze avrei pensato che Dio avrebbe guidato i cambia valute fuori invece di farli entrare per un discorso di incoraggiamento. (Se non è chiaro è un palese riferimento al passo del vangelo dove Gesù caccia i mercanti e i cambia valute come profanatori del tempio)

        Ah, ma questo non è una diatriba vendicativa, anche se personalmente, i cambiavalute assomigliano più a Mammona che agli arcangeli, tutti questi fanno troppi soldi, compresa PIMCO. Il mio punto è quello di riconoscere, e sperare che tu riconosca, che un effettivo tasso di interesse pari  allo zero per cento, come prezzo per nascondere il buco sia proibitivo. Come i Doughboys (http://en.wikipedia.org/wiki/Doughboy) americani vicini alla futura linea Maginot nella prima guerra mondiale – abbandonati giorno dopo giorno in una fangosa buca infestata dai ratti- probabilmente quando il comandante del battaglione, soffiava il fischietto per la carica alle linee nemiche, probabilmente lui stesso era accompagnato da un senso di sollievo; tutto ma proprio tutto in confronto a questo! Tutto ma tranne questo 0.01%!

        Di recente, circa 20 miliardi di dollari a settimana se sono andati da questo rendimento nullo, sembra in cerca di questi fondi senza Dio in cerca quindi di un più elevato rendimento-Nirvana. Eppure Will Rogers, insieme Lehman Brothers, hanno dimostrato a un’altra generazione che il dolore della trincea può facilmente tradursi nei proiettili veri e propri nel campo di battaglia degli investimenti. L’andarsene dello spettro del rischio ha fatto meraviglie da marzo di quest’anno, ma queste meraviglie sono arrivate accompagnate dal rischio di future perdite considerevoli e il tutto rimarrà finché non si riceverà il ritorno dei propri soldi. Visto il tutto da 30.000 piedi vi è anche un nuovo rischio sistemico in fase “embrionale” – probabilmente causato dallo 0.01%. L’oro a 1130 dollari l’oncia, i mercati azionari mondiali saliti del 60-70%, rispetto a minimi del 2009, un dollaro in picchiata infatti è precipitato del 15 % in soli 12 mesi rispetto al paniere principale di valute mondiali, il petrolio a 80 dollari, i tassi dei mutui al 4% grazie alla carta di credito da mille miliardi di dollari creata dalla Federal Reserve; e la lista continua. E’ legittimo porsi questa domanda: ”E’ il tasso a ero per cento una possibile causa di una futura bolla finanziaria? E in caso affermativo, La Fed e le altre banche centrali potranno alzare i tassi in modo proattivo – anche di fronte ad un tasso di disoccupazione a due cifre? Come ha detto il presidente della Fed di Chicago Charles Evans in un recente discorso: Questa idea spesso descritta come ‘imperativo per appoggiarsi contro una bolla” significa che la banca centrale dovrebbe agire per ridurre i prezzi delle attività, che rispetto agli standard storici sembrano insolitamente lievitati.

        Eppure, anche se la Fed e gli altri stanno diventando sensibili ai pericoli del continuo crescere dei prezzi delle attività, anche se questo concetto è opposto all’esclusiva importanza del deprezzamento dei prezzi, sembra che per ora non sia ancora arrivato il momento di affermare questa loro bipolarità. Ai rimbalzi dei prezzi delle attività (a parte i massimi storici dell’oro) sono susseguiti crolli ancora più drammatici. Un aumento del mercato azionario del 60% non può compensare un calo del 60%. E’ abbastanza strano che gli investitori siano ancora fuori del 36% una volta che quest’ascensore che va su è giù per esempio si sfogherà. E l’analisi più semplice è che il settore privato non ancora assunto il comando dal governo. Non vi è stato nessun trasferimento di chiamata dal pubblico al settore privato. Il prestito bancario si sta ancora contraendo negli Stati Uniti ed è debole nella maggior parte delle maggiori economie. La disoccupazione sta continuando a crescere e sta andando a toccare gli storici picchi dell’ex-depressione.

        Vi ricordo l’asta di questa sera! Qui su Path of Growth!

        Esito Asta 5 Year Note

        24 novembre 2009 Fennec Nessun commento

          Tutto sommato anche quest’asta è andata bene. Qualche chiaro scuro però:

          Il bid to cover ratio si attesta su un valore pari a 2.81, quindi niente male

          Mentre il 67,34% della domanda si è attestato sul tasso più elevato. E questo mostra l’aspetto “scuro”.

          Per una personale visione il link:http://www.treasurydirect.gov/instit/annceresult/press/preanre/2009/R_20091124_2.pdf

          L’asta è andata bene, confermando il fatto che i compratori stanno comprando di tutto e a qualsiasi tasso. Sicuramente questo non dispiacerà ne alla Fed ne al dipartimento del tesoro Americano. Quel 67% però risulta come un piccola macchia su una parete bianca. La domanda rimane? Fino a quando gli investitori saranno disposti ad accettare bond a lunga scadenza con tassi così bassi ?  Ed è per questo che cerco in ogni modo di monitorare il rischio percepito dagli investitori attraverso la mia analisi operativa.

          Ricordo a tutti l’asta di domani.

          Settore finanziario Europeo…qualche nube all’orrizonte

          24 novembre 2009 Fennec 2 commenti

            Ieri nella mia analisi operativa ho citato che il livello di rischio del settore finanziario Europeo sta aumentando al contrario di quello Nord Americano!

            Infatti ho pubblicato questa mia elaborazione che mostrava proprio questa tendenza:

            I dati appena illustrati (che si riferiscono alla variazione tra il 18 – 20 novembre dei CDS a 5 anni) mostrano chiaramente un peggioramento della situazione delle aziende finanziarie Europee rispetto alla controparte Americana.

            Oggi voglio soffermarmi sul nostro paese. Perchè proprio l’Italia? L’Italia storicamente è sempre stato un sistema “bancocentrico”. La primaria fonte di finanziamento delle imprese nel nostro paese sono state le banche rispetto invece al sistema anglosassone dove le aziende si quotano e si quotavano in borsa per raccogliere le risorse finanziarie necessarie. A prova di ciò basta considerare i principi contabili civilistici italiani ispirati al principio della prudenza rispetto a quelli anglosassoni (e agli odierni IAS/IFRS) ispirati soprattutto al principio della competenza e del fair value.

            Ne è una prova il nostro indice azionario, il FTSE MIB, dove lo componente bancaria-finanziaria la fa da padrone.

            Dalle dichiarazione di Giovanni Sabatini (direttore generale ABI), in un incontro con i giornalisiti durante il week-end:

            Le sofferenze delle banche italiane dovrebbero continuare ad aumentare per tutti i primi sei mesi del 2010 in conseguenza del ritardo con cui tali poste si manifestano rispetto all’andamento dell’economia.

            Secondo le stime dell’Abi a fine anno le perdite sui crediti del sistema bancario in Italia non saranno lontane dai 20 miliardi di euro. A fine settembre le sofferenze lorde erano pari a 55 miliardi in crescita del 25,4% su anno e le sofferenze nette erano il 10,83% del patrimonio di vigilanza, nuovo massimo dal marzo 2005.

            “Non credo che il picco delle sofferenze sarà raggiunto a fine anno”, ha detto Sabatini.

            “Le criticità vengono registrate con almeno 3 mesi di ritardo. Penso che peggioreranno anche nella prima parte del 2010 e poi forse si comincerà a risalire”.(*)

            In particolare dall’Outlook dell’Abi di Novembre si evince:

            In aumento negli ultimi dieci mesi le sofferenze
            lorde; in rialzo anche il rapporto sofferenze
            lorde/impieghi

            In aumento negli ultimi dieci mesi le sofferenze lorde; in rialzo anche il rapporto sofferenze lorde/impieghi.

            A settembre 2009 le sofferenze lorde sono risultate pari a quasi 55 miliardi di euro, 3,2 miliardi in più rispetto ad agosto 2009 e 11,1 miliardi in più rispetto a settembre 2008

            In aumento negli ultimi dieci mesi le sofferenze lorde; in rialzo anche il rapporto sofferenze lorde/impieghi 2008. E’ da rilevare come negli ultimi mesi si sia registrata una sensibile crescita di tale indicatore, che è passato dal 2,27% di novembre 2008 ad oltre il 3% di settembre 2009. Con riguardo alle sofferenze al netto delle svalutazioni11, a settembre – secondo le nuove segnalazioni disponibili per il solo periodo tra dicembre 2008 e settembre 2009 – esse sono risultate pari a 31,7 miliardi di euro, 2,7 miliardi in più rispetto ad agosto 2009 e 10,1 miliardi in più rispetto a fine 2008. Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali si è collocato a 1,82% (1,24% a dicembre 2008). Il rapporto sofferenze nette/patrimonio di Vigilanza è risultato pari a 10,86% a settembre 2009 (7,84% a fine 2008). (**)

            Un quadro quello appena descritto sicuramente non roseo!

            Colgo l’occasione di analizzare insieme a voi alcuni aspetti dell’ultimo risultato trimestrale presentato da Unicredit Banca:

            Innanzitutto si conferma il fatto che parte degli utili in corso sono imputabili a riduzioni dei costi:

            Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2009

            Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2009, UNICREDIT

            Due cose  balzano subito agli occhi :

            Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2009

            Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2009, Unicredit

            Avviamenti scesi SOLO del 2,4% ! (considerate il contesto macroeconomico in atto) e:

            Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2009, Unicredit

            Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2009, Unicredit

            E fondi per rischi e oneri saliti SOLO del 1,6 %. Per chi ha conoscenze di ragioneria e di principi contabili capirà benissimo le mie perplessità. Ve lo dico in un modo rude: <<già da queste due dettagli: considerando il contesto macroeconomico come quello di questi anni, consideranto la fusione con Capitalia avvenuta  qualche anno prima della crisi – si può evincere che questo sia un bilancio un pò gonfiato>>. Ovviamente è una mia personale opinione!

            Tuttavia voglio riportarvi qualche riga estrapolata dal resoconto che può essere utile per capire lo scenario nel settore finanziario:

            I primi segnali di ripresa economica emersi negli ultimi mesi non hanno trovato un riscontro nella dinamica del credito bancario, che ha continuato a mostrarsi in rallentamento senza esibire ancora un chiaro punto di svolta.

            Sul fronte dei prestiti alle famiglie, si sono, per contro, consolidati i primi segnali di recupero emersi nei primi mesi dell’anno, grazie ad una ripresa nella crescita dei prestiti per acquisto abitazione.

            I prestiti alle imprese sono stati la componente dei prestiti totali che negli ultimi mesi ha continuato a subire in misura maggiore l’effetto (ritardato) del rallentamento economico e della minore domanda di prestiti per finanziare l’attività di investimento.

            In linea con la dinamica del credito nell’area Euro nel complesso, la crescita dei prestiti bancari al settore privato si è mostrata in netto rallentamento in tutti e tre i paesi di riferimento per il Gruppo.(***)

            Vi consiglio di leggere il bilancio Unicredit, che considero sicuramente ben fatto. Anche se sulle singole voci nella nota integrativa servirebbero maggiori dettagli sul principio e metodo utilizzato per la valutazione. Vi premetto che è un pò lungo da leggere (infatti in questo post ho inserito solo 2-3 piccoli dettagli). I link per il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2009: http://www.unicreditgroup.eu/it/Investors/financial_reports.htm

            Conclusioni:

            Dalle dichiarazioni emerse dall’Abi e da alcuni estratti del bilancio Unicredit e dalla mia analisi attraverso i Cds si può sicuramente esprimere forti preoccupazioni per lo scenario Europeo che fino ad ora non ha subito, soprattutto in Italia,  gravi e pesanti perdite comparabili ai livelli raggiunti negli Stati Uniti. Molto probabilmente, quello che ho appena detto non è del tutto vero perchè alcune grandi istituzioni finanziarie sono state salvate anche qui in Europa. Ma sicuramente la dimensione di questi istituti è minore rispetto alle relative istituzioni finanziarie coinvolte negli Stati Uniti.  E secondo me, gli effetti sono stati minori rispetto a quelli oltre oceano.

            Ribadisco che per il breve termine sarà più importante focalizzare l’attenzione sul settore finanziario Europeo che ad oggi mostra segnali molto più preoccupanti rispetto allo scenario Statunitense.

            Sitografia:

            (*) Banche, Abi stima peggioramento sofferenze in prima parte 2010, Banche, Reuters, Roma, lunedì 23 novembre 2009 09:10, http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE5AM03020091123

            (**) Outlook ABI, Economia e Mercati Finanziari-Creditizi, NOVEMBRE 2009, http://www.abi.it/doc/125855905417592_g__servizi_1.pdf

            (***) Resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2009, Unicredit , http://www.unicreditgroup.eu/it/Investors/financial_reports.htm

            Appuntamenti importanti

            23 novembre 2009 Fennec Nessun commento

              Ecco di nuovo un paio di segnalazioni.

              Prima di elencarvi le date voglio solo ricordare che questi appuntamenti sono ritenuti importanti perché seguono le tematiche finora affrontate dal blog. Sono sicuramente consapevole che dati importanti societari, macroeconomici ecc… ci sono ogni giorno.

              Questi appuntamenti sono:

              • 24/11/09 – Andamento asta 5 Year Note (Ammontare 42 Miliardi)
              • 25/11/09 – Andamento asta 7 Year Note (Ammontare 32 Miliardi)

              Sicuramente sono importi considerevoli. Consiglio a tutti di seguire questi due appuntamenti soprattutto in chiave dollaro e politica futura FED.

              L’ora in cui saranno emessi i risultati corrisponde 1:00 p.m. ET (Eastern Time) che corrisponde alle 19.00 Italiane

              I risultati saranno pubblicati e commentati su questo blog.

              A chi interessa vedersi personalmente l’esito delle aste: http://www.treasurydirect.gov/RT/RTGateway?page=institAnnceRes

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              Analisi operativa: 23 novembre

              23 novembre 2009 Fennec 2 commenti

                Prima di iniziare con l’analisi di oggi volevo esporre il mio pensiero a voi tutti:

                Le mie analisi passate hanno dato un esito positivo. Questo non toglie che io possa sbagliare. Non sono un Guru, non prevedo il futuro. Cerco di dare la mia opinione analizzando le informazioni che ho in mano: niente di più! Non voglio illudere nessuno in questo senso! Voglio però continuare a rischiare e voglio mettermi in gioco a costo di prendere montagne di giudizi negativi. Di blog che alla fine non dicono niente, che non danno nessuna informazione sull’andamento futuro ce ne sono anche troppi. E di sicuro, non voglio aggiungere questo sito alla lista.

                Ricordo che PATH OF GROWTH non parla solo di finanza e di speculazione ma è fondamentalmente orientato verso i temi macroeconomici! Spendo molto più tempo a tradurre e a leggere articoli come quello di Bill Gross che in questa analisi!

                Inizio con il riportare la situazione aggiornata degli utili pubblicati dalle società quotate sullo S&P 500. I grafici sono aggiornati alle pubblicazioni degli utili che sono arrivate al 96% delle società.

                E il relativo P/E su base annuale:

                Sostanzialmente il quadro è sempre il solito. Gli ultimi dati, rispetto alla mia precedente analisi operativa migliorano in maniera insignificante gli utili per azione e il P/E su base annuale. Ormai le pubblicazioni di trimestrali stanno finendo e penso proprio che nel breve termine i dati trimestrali  acquisteranno sempre meno importanza per il breve termine.

                Prima di procedere oltre, vorrei soffermarmi sulla sostenibilità degli utili in corso. Lo stesso William H Gross nel suo outlook di novembre (tradotto per voi dal sottoscritto) è dubbioso sul fatto che questi livello di utili possa ripetersi in futuro. Sappiamo tutti che in gran parte gli utili di questo trimestre sono frutto di politiche di tagli di investimenti e personale. A fronte di ciò dobbiamo considerare il quadro macroeconomico che rimane ancora in un stato  critico (un esempio è il credito al consumo).

                Ed ora, come un fulmine a ciel sereno, vi illustro la mia novità tanto annunciata nei commenti di questi giorni. Vorrei iniziare una nuova rubrica che illustra un importantissimo strumento:  i CREDIT DEFAULT SWAP ( se non sapete cosa sono vi rimando al link di en.wikipedia, se qualcuno volesse potrei fare un articolo a riguardo in questa settimana basta che facciate richiesta e lo facciate attraverso i commenti)

                Molti di voi sanno che le quotazioni di questi strumenti sono difficili da trovare. Ma Path of Growth cercherà di ovviare, salvo eccezioni, a questa mancanza. Uno dei grafici che illustrerò potrà essere simile all’analisi sui CDS che Bespoke Investment illustra ogni tanto. MA NON C’ENTRA ASSOLUTAMENTE! Quindi vi sconsiglio caldamente di confrontare i dati pubblicati su Path of Growth con quelli di Bespoke!

                I CDS sono strumenti OTC (ovvero vengono negoziati su mercati non regolamentati). Sulla chiarezza e  su quanto siano affidabili questi strumenti penso sia palese pensare che il tutto debba essere osservato con un occhio MOLTO prudente. Nonostante ciò, li ritengo un indicatore prezioso soprattutto per il breve termine.

                In questa prima rubrica non voglio entrare nei dettagli , e dato che è il primo numero non sarà molto significativa. Ma già qualche informazione importante la possiamo trarre:

                Innanzitutto voglio illustrarvi l’andamento negli ultimi giorni dei Cds considerati  più liquidi e in particolar modo quelli riferiti al rischio dei Paesi:

                Tutti I Prezzi in termini di Spread (BPS) si riferiscono a derivati con tenore a 5 anni.

                Vi ho messo le frecce per farvi capire che maggiore è lo Spread (BPS) maggiore è il Rischio (Paese). Notate che negli ultimi 2 giorni il rischio paese sia aumentato di più per i paesi Europei. Mentre il rischio paese per gli Stati Uniti sia diminuito.

                Ho pensato di fare un analisi anche di un campione rilevante di aziende, in particolar modo ho fatto un analisi per area geografica:

                Da dove si continua ad evincere un aumento del rischio in Europa e in altre aree del mondo rispetto al Nord America che invece registra un miglioramento in tal senso.

                Poi ho deciso di fare, sempre su questo considerevole campione di aziende, un analisi per settore:

                http://2.bp.blogspot.com/_6lUV1pDLOWg/SwmOkEyuFuI/AAAAAAAAADM/DibXVNaG9Lk/s1600/3.PNG

                Questa è un analisi a livello mondiale! Negli ultimi giorni c’è stato un miglioramento generale delle condizioni di rischio. Notate come il settore finanziario stia registrando un miglioramento. Ma come ho premesso questa è mondiale! Se andiamo nel dettaglio:

                Il settore Finanziario Europeo sta registrando un peggioramento per quanta riguarda le condizioni di rischio. Un peggioramento praticamente opposto al miglioramento nel Nord America a livello di aziende finanziarie.

                Ritornerò su CDS nelle mie conclusioni.

                Personalmente preferisco di gran lunga il mercato delle obbligazioni a quello dei derivati:

                Ho utilizzato lo stesso confronto usato nella mia ultima analisi ovvero tra un (Treasury Statunitense è un titolo al alto rischio). La situazione è leggermente migliorata rispetto alla mia ultima analisi. Ma la situazione rimane molto incerta.

                Conclusioni:

                Per il medio-lungo termine confermo il quadro di estrema incertezza. E questa tesi  è sostenuta dall’outlook di Bill Gross. La sostenibilità degli ultimi utili trimestrali è discutibile. Ma per analizzare questo ci sarà tempo.

                Per il breve termine NON mi aspetto un avvio di settimana in estremo ribasso. E’ un quadro difficile da decifrare ed è per questo che non prenderei posizione. E’ ancora presto per dire se il recente ribasso sia un inversione o meno, anche se per adesso sembrerebbe una presa di beneficio. Dall’analisi sui Cds è emerso un quadro preoccupante per l’Europa. Rintengo importantissimo monitorare la situazione Europea che molto probabilmente per il prossimo periodo potrà essere peggiore dal punto di vista del rischio rispetto a quella negli Stati Uniti. Le ultimi dichiarazioni di Trichet che ha avvertito che la crisi potrebbe non essere finita, forse non sono casuali.  Recenti ricapitalizzazioni, problemi in Grecia ecc… fanno dell’Europa una possibile minaccia per i mercati finanziari. Forse d’ora in poi sarà ora di guardare “ai guai di casa nostra”.

                Due settimane di seguito azzeccate, fortuna?

                21 novembre 2009 Fennec 4 commenti

                  Può essere fortuna, può essere una semplice coincidenza ma l’analisi operativa di Path of Growth c’ha visto giusto.

                  Path of Growth non è un blog pessimista, ne un blog che grida Long. Path of Growth è un blog, e in particolare la mia rubrica “operativa”, che cerca con spirito critico di capire l’andamento dei mercati ! Quello che andrò ad illustrarvi è il considerevole risultato che il mio blog (ancora giovane dato che non sono nemmeno al 2° mese di pubblicazioni) ha raggiunto con la rubrica analisi operativa ! Il grafico qui sotto è relativo al FTSEMIB e proviene da www.ADVFN.it

                  Cliccate sull’immagine o sul link per ingrandire: http://1.bp.blogspot.com/_6lUV1pDLOWg/SwekZc_SxuI/AAAAAAAAACs/Y64tov1SJwU/s1600/victory.PNG

                  Il tutto è testimoniato dai miei post:

                  Se non mi credete sono disposto a chiedere una testimonianza ai miei lettori!

                  3 Numeri di Analisi operativa e tutti e tre Azzeccati!

                  Fortuna? Non posso sapere la risposta, però posso dire che questo è un barometro per me e per il mio lavoro che al momento mi dice di essere sulla buona strada.

                  Non sono un guru, e non prevedo il futuro, ho sempre ricordato ad ogni analisi che le mie previsioni potevano essere errate. Ma ad oggi, i fatti mi hanno dato ragione e per me già questo è fonte di gratificazione. Continuerà la mia rubrica ? Sicuramente si. E ho intenzione di aggiungere un’importante novità già da lunedì. Qualcosa di notevole!

                  Ripeto non sono un guru, può succedere che nei prossimi mesi non ne azzecchi più nessuna. Ma io, come voi, posso basarmi solamente sui risultati passati e presenti. E ad oggi dicono: ok!

                  Shall we dance ?

                  Le candele di mezzanotte (4/4) e commento personale

                  20 novembre 2009 Fennec 2 commenti

                    Traduzione ad opera di Fennec, creatore di Path of Growth (http://pathofgrowth.altervista.org), di:

                    INVESTMENT OUTLOOK, NOVEMBER 2009, BILL GROSS

                    C’è un altra via per analizzare tutto questo. E’ sicuramente buon senso pensare “dal momento che nei passati 18 mesi i mercati hanno subito forti perdite, la Fed debba tenere in futuro i tassi nominali e reali estremamente bassi”. Dai 400 mila sono migrati ai 200, e ora ai 300mila, l’effetto negativo sulla crescita deve essere stabilizzato al fine di reintegrare il settore privato nell’economia. Il processo di “ri-normalizzazione” dei rischi –azioni, investimenti, e gli high yield bonds – è un altro modo per descrivere la speranza di nuove fondamenta per la futura crescita. PIMCO stima che questo processo è forse completato per l’ 80-85%, e questo fra presumere un potenziale cammino al rialzo, sempre se non ci saranno Nuove Normali implicazioni. Tuttavia, gli investitori devono ammettere che senza la garanzia della Fed, del Tesoro Americano, e della FDIC, insieme anche alla continua punizione del tasso a breve allo 0% che costringe gli investitori a comprare qualsiasi cosa con la loro liquidità, la diffusione del rischio in futuro potrebbe aumentare ancora, ma non stabilizzarsi.

                    Questa analisi piuttosto dettagliata sulla politica dei tassi della Fed dovrebbe rimandarci alla tesi iniziale e ai motivi per cui hanno bisogno di mantenere un così basso tasso di interesse: l’apprezzamento delle attività negli Stati Uniti e nelle altre economie del G-7 è stato artificialmente mantenuto per anni. Al fine di impedire che i prezzi affondino addirittura sotto i recenti ribassi che sono stati sull’ordine del 30% per le azioni, case, immobili commerciali, e alcune obbligazioni ad alto rendimento, le banche centrali devono mantenere i tassi di interesse storicamente bassi per un lungo periodo di tempo. Se i tassi sono artificialmente bassi allora gli investitori di obbligazioni dovrebbero riconoscere l’artificialità dei compratori di bonds (pensiamo al quantitative easing program o al cambio fisso Cinese) e ci si riferisce a tutti i tassi di interesse. Ma mentre questo può sostenere i prezzi delle attività- Tra cui il debito del tesoro americano specialmente per quanto riguarda la parte inferiore e media della curva dei tassi, allo stesso tempo fornisce solo un piccolo premio al rischio in termini di redditi futuri. Gli investitori, naturalmente, notano questa inevitabile conclusione e si fa riferimento al bonds del Tesoro che sono allo 0,15% , il 2 anni a meno dell’ 1%, e il 10 anni ad un misero 3,40%. Tutto questo è quello che può aspettarsi un investitore in tempo di deflazione. Quello che si vede nel mercato obbligazionario è spesso quello che si ottiene. Per ottenere di più gli investitori sono obbligati a investire proprio dove il rendimento è maggiore come i mutui in difficoltà e/o nelle azioni sperando che la forma della ripresa economica sia a V e che ci sia un ritorno alle vecchie condizioni del mercato. Il fatto è che è poco probabile, e in questo caso i rischi superano i benefici.Gli investitori devono riconoscere che se le attività si apprezzeranno seguendo l’andamento del Pil nominale, il 4-5% è il massimo che possono aspettarsi come ritorno anche con una politica con tassi anormalmente bassi. Sicuramente c’è rabbia, rabbia, rabbia contro questa conclusione ma molto probabilmente siamo al termine di questo rally di 6 mesi anche se supportato dalla Fed e dal governo americano. “Out, Out, brief candle” — la candela si sta pian piano esaurendo!

                    William H. Gross


                    Per l’articolo in lingua originale: http://media.pimco-global.com/pdfs/pdf_uk/PIMCO%20Investment%20Outlook%20Bill%20Gross%2011-09%20Midnight%20Candles%20EUR.pdf?WT.cg_n=PIMCO-EUROPE&WT.ti=PIMCO%20Investment%20Outlook%20Bill%20Gross%2011-09%20Midnight%20Candles%20EUR.pdf

                    Commento Personale:

                    Voglio innanzitutto scusarmi se la traduzione non è stata ottimale come esposizione. Purtroppo tradurre dall’inglese all’italiano non è semplicissimo dato che in questo articolo vengono utilizzati da Gross molti modi di dire all’inglese.

                    Ho deciso di tradurre questo articolo in Italiano per condividere con voi questa stupenda analisi fatta da una delle persone più affidabili e autorevoli del mondo finanziario. Ho voluto consapevolmente sacrificare una settimana per  dare il giusto spazio a questa importante analisi.

                    Mi ha sorpreso notare che secondo i dati Pimco i tassi rimarranno a livello zero per un periodo di tempo veramente lungo. Quello che mi preme sottolineare è che secondo Gross la recente crescita del Pil e delle quotazioni non sia sostenibile o ancora meglio, poco probabile.

                    Purtroppo è un’analisi che ispira  tristezza se si pensa che la crescita negli ultimi anni è stata sostenuta semplicemente dall’aumento dei prezzi. E quel “Out, Out, brief candle” lo interpreto come un messaggio messo apposta da Gross per dire che questo castello non durerà per sempre, ma prima o poi si spegnerà come una candela. “Out, Out, brief Candle” non si riferisce solo al mondo economico ma anche alla vita di Gross che citando Shakespeare descrive in maniera poetica uno dei momenti che tutti noi un giorno dovremmo affrontare: la morte. Un fantasma spaventoso che probabilmente ci aiuta a capire le vere cose importanti nell’esistenza di ognuno di noi.

                    Ringrazio tutti coloro che si sono spinti a leggere tutta la mia traduzione.

                    Fennec

                    http://pathofgrowth.altervista.org

                    Segnalazione di un interessante articolo di Richard Shaw

                    19 novembre 2009 Fennec 4 commenti

                      Luca, un lettore di questo blog, ieri ha ritenuto importante segnalare questo interessante articolo:

                      Asset Allocation: Is the Old Normal Becoming the New Normal? di Richard Shaw (http://seekingalpha.com/article/173907-asset-allocation-is-the-old-normal-becoming-the-new-normal?source=hp_wc)

                      In questo articolo Richard illustra attraverso i dati Fed, il processo di ricollocamento delle attività tra Azioni, Obbligazioni e contanti. In particolare l’autore, per quanta riguarda l’ultimo trimestre, non spiega se l’ultimo rally sia una bolla o meno sta di fatto che gli investitori “non stanno cavalcando” un ribasso dei mercati. La mia opinione è che l’articolo voglia evidenziare in un certo senso la posizione generale degli investitori oggi. Una posizione dove viene preferito il rischio.

                      Vorrei aggiungere, dato che manca all’articolo, la fonte precisa dove vengono presi i dati per l’analisi di Richard Shaw. Potete trovare i dati al seguente indirizzo: http://www.federalreserve.gov/releases/z1/Current/ e lo storico a questo indirizzo http://www.federalreserve.gov/releases/z1/Current/data.htm

                      Le modalità di calcolo delle singoli voci (azioni,obbligazioni, contanti) sono spiegate nell’articolo.

                      Personalmente ritengo l’articolo molto valido, purtroppo i dati vengono pubblicati ogni tre mesi rendendo questa analisi “non utilissima” per il breve-brevissimo periodo. Nonostante ciò, mi complimento con Luca per l’ottima segnalazione!